Milano,
9 luglio - Ieri la Commissione Giustizia del Senato ha
approvato in sede deliberante, e quindi in via definitiva, la nuova
legge per la tutela degli animali.
Si è concluso così il lungo iter parlamentare che ha
visto coinvolte decine di associazioni e che ha portato all'approvazione
finale del provvedimento, con i voti favorevoli della maggioranza,
l'astensione dei DS e il voto contrario di Margherita e Verdi.
Secondo noi questa legge, con specifico riferimento ai cani, è
un passo avanti di notevole portata, una legge di civiltà.
Ci auguriamo che le nuove norme contribuiscano in modo efficace ad
aprire un serio percorso verso la protezione reale degli animali,
verso la tutela della loro vita e della loro salute. La legge contiene
interventi estremamente puntuali con riferimento ai tre problemi più
allarmanti che sono l'utilizzo di animali per spettacoli violenti,
il combattimento fra di loro e il fenomeno dell'abbandono, malcostume
che abitualmente si verifica ogni estate. La legge non si occupa solo
di sanzioni, ma introduce disposizioni che mirano a realizzare sin
dall'età scolare la cultura dell'educazione naturale.
La Commissione Giustizia non si è sottratta al dovere di ascoltare
le associazioni animaliste più rappresentative, sia quelle
come la LAV e l'ENPA che pur considerando il testo del ddl giunto
dalla Camera non come il migliore possibile, si sono orientate nella
direzione di una sollecita approvazione della legge, sia le altre
associazioni che ritenendo il testo inaccettabile si sono poste nella
posizione di preferire che non venisse adottata alcuna legge.
Il principio fondante della nuova legge è assolutamente innovativo e costituisce una vera e propria svolta copernicana. Non è più punito il maltrattamento dell'animale altrui, laddove il bene protetto è il patrimonio del proprietario dell'animale, ma è punito il maltrattamento dell'animale in quanto tale.
Ciò significa che con la nuova legge il rispetto dell'animale costituisce atto dovuto, perché riferito ad un soggetto della natura che come tale non è un bene disponibile e che quindi non può essere oggetto di contrattazione. La legge punisce l'uccisione e il maltrattamento degli animali non solo con pene più gravi rispetto alle attuali, ma con pene di rango superiore qual è la reclusione con spunti fortemente innovativi quale per esempio quello che riguarda la punizioni di chi somministra agli animali anche solo per divertimento sostanze stupefacenti.
Il testo integrale della legge
Carlo Fidanza
Presidente del Comitato Tecnico – Scientifico
Preposto alla costituzione dell’OCiM